Saranno realizzate nuove cripte nel cimitero di Patti. Il Comune ha infatti pubblicato un bando di gara per l’affidamento dei lavori di costruzione di loculi e per la relativa realizzazione di una paratia a sostegno del pendio e dei loculi soprastanti.
L’importo complessivo dell’appalto, compresi oneri per la sicurezza, è di 928.975,82 euro. La data di scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per venerdì 23 settembre 2011. Dalla data di consegna dei lavori la ditta che si aggiudicherà l’appalto avrà 540 giorni per realizzare l’opera.
La costruzione di nuovi posti presso il cimitero pattese dovrebbe ridurre i cronici disagi per la mancanza di loculi che si registra da diverso tempo. Nei mesi scorsi il primo cittadino, a tal proposito, aveva disposto l’esumazione dei resti tumulati nei sepolcreti del versante sudorientale dell’ingresso principale del cimitero del centro per reperire tumuli al fine di far fronte alla necessità di seppellire le salme. La necessità di liberare cripte nel cimitero cittadino era emersa a seguito di un sopralluogo effettuato dall’ufficio tecnico comunale che, in una relazione, aveva evidenziato l’assenza di posti. Adesso giunge la pubblicazione del bando per la realizzazione di nuovi loculi.
Gli ultimi tumuli costruiti nel cimitero pattese risalgono al 2008 quando furono realizzati quattrocento nuovi posti.
L’intervento aveva alleggerito i disagi, ma non risolto definitivamente l’annosa questione. Il problema principale, in caso di decesso di un proprio caro, nel caso in cui non si è già proprietari di un loculo, è quello di dover chiederne il prestito ad amici o far richiedere al Comune la requisizione in via provvisoria.
lunedì 29 agosto 2011
Patti, finanziamenti per la sicurezza nelle scuole
Saranno effettuati, nei prossimi mesi, interventi di sistemazione della scuola elementare “Capitano Zuccarello” di via Marco Polo a Marina di Patti e della scuola media “Luigi Pirandello” di piazza XXV Aprile. L’amministrazione comunale ha, infatti, ottenuto un finanziamento nell’ambito del Pon “Ambienti per l’apprendimento”, che prevede interventi a favore della riqualificazione dell’edilizia scolastica in relazione al risparmio ed efficienza energetica, alla messa a norma degli impianti, all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla dotazione di impianti sportivi, sono stati redatti dall'ufficio tecnico comunale.
Per la scuola elementare di Marina di Patti il progetto, finanziato per un importo di 336.721,03 euro, prevede l’adeguamento degli impianti elettrici alle norme Cei, l’installazione di un impianto fotovoltaico, l’adeguamento della struttura alle norme di prevenzione incendi, il rifacimento della copertura dell’edificio, l’adeguamento dei servizi igienici, la realizzazione di opere per aumentare l’attrattiva dell’istituto quali il rifacimento delle pareti esterne, la pavimentazione e tinteggiatura di tutti i locali e l'installazione di sistemi di orientamento.
Gli interventi presso la scuola media “Pirandello”, invece, riguardano l’adeguamento degli impianti elettrici alle norme Cei, l’installazione di un impianto fotovoltaico, l’adeguamento della struttura alle norme di prevenzione incendi, l’adeguamento dei servizi igienici per diversamente abili e l’installazione di una servo scala, nonché l’acquisto di arredamenti e di attrezzi per attività ludico-motorie, fisiche ed espressive, e la sistemazione di spazi esterni. Il finanziamento ammonta a 349.660,43 euro.
Altri fondi, sempre in tema di edilizia scolastica, sono in arrivo dall’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, per la realizzazione dei lavori di adeguamento degli impianti alla normativa antincendio e di sicurezza dell’asilo nido comunale di Catapanello. Il finanziamento previsto è di 65.600,00 euro.
Per la scuola elementare di Marina di Patti il progetto, finanziato per un importo di 336.721,03 euro, prevede l’adeguamento degli impianti elettrici alle norme Cei, l’installazione di un impianto fotovoltaico, l’adeguamento della struttura alle norme di prevenzione incendi, il rifacimento della copertura dell’edificio, l’adeguamento dei servizi igienici, la realizzazione di opere per aumentare l’attrattiva dell’istituto quali il rifacimento delle pareti esterne, la pavimentazione e tinteggiatura di tutti i locali e l'installazione di sistemi di orientamento.
Gli interventi presso la scuola media “Pirandello”, invece, riguardano l’adeguamento degli impianti elettrici alle norme Cei, l’installazione di un impianto fotovoltaico, l’adeguamento della struttura alle norme di prevenzione incendi, l’adeguamento dei servizi igienici per diversamente abili e l’installazione di una servo scala, nonché l’acquisto di arredamenti e di attrezzi per attività ludico-motorie, fisiche ed espressive, e la sistemazione di spazi esterni. Il finanziamento ammonta a 349.660,43 euro.
Altri fondi, sempre in tema di edilizia scolastica, sono in arrivo dall’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, per la realizzazione dei lavori di adeguamento degli impianti alla normativa antincendio e di sicurezza dell’asilo nido comunale di Catapanello. Il finanziamento previsto è di 65.600,00 euro.
Patti, si avverte l'esigenza di riqualificare il centro storico
E’ sempre attuale il problema della riqualificazione del centro storico di Patti. Da anni si parla di valorizzare la parte antica della città, ma poco, sino ad oggi, è stato fatto per far tornare a risplendere quello che un tempo era il cuore pulsante di Patti. In questi ultimi anni l’attenzione è stata concentrata sul restauro di antichi edifici. Sono stati completati i lavori di ristrutturazione del complesso San Francesco e a breve dovrebbe ritornare fruibile anche Palazzo Galvagno, recentemente ristrutturato.
Nei prossimi mesi dovrebbero anche iniziare i lavori di riqualificazione di Piazza Santa Nicola e delle vie principali del centro storico.
Si tratta di interventi importanti ma limitati. Infatti, per rilanciare il centro storico è necessario un progetto globale che intervenga su più fronti al fine di avviare un risanamento complessivo ed una riqualificazione di tutti gli antichi quartieri. E’ auspicabile che si attui una politica che sia in grado di portare alla ristrutturazione di tutti i ruderi presenti, alla creazione di un impianto di illuminazione più idoneo in maniera da rendere più sicuro il percorso nelle suggestive vie che si arrampicano da Piazza Marconi sino al quartiere Polline e alla Cattedrale. Contemporaneamente è necessario intervenire sul fronte parcheggi. In particolare a soffrire la carenza di adeguati posti auto è Piazza Scaffidi dove ha sede il Municipio. In passato sono state avanzate diverse ipotesi, ma sino ad oggi non ci sono stati riscontri.
Negli anni scorsi era stato anche predisposto un avveniristico progetto di riqualificazione globale del centro storico. Dopo essere stato realizzato, però, è stato subito accantonato. Adesso l’augurio è che la nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Aquino avvii un piano di rilancio del centro storico che sia concreto e realizzabile e non si limiti, come è avvenuto in passato, a piccoli interventi, magari in caso di emergenza o prima di qualche evento. Far tornare a vivere la parte antica della città oltre a poter consentire uno sviluppo economico come è avvenuto in centri viciniori, darebbe la possibilità ai pattesi di riappropriarsi delle proprie tradizioni e della propria storia. In molti non conoscono le origini della città di Patti e i luoghi più suggestivi del territorio. E si avverte l’esigenza di poterli scoprire per vivere veramente la propria terra. Un esempio è stato dato dalla notte della cultura organizzata nelle scorse settimane quando centinaia di persone si sono riversate nelle viuzze del centro storico per respirare l’aria di una storia ormai dimenticata. La speranza è che la parte antica di Patti possa tornare ad essere viva tutti i giorni dell’anno e non solo in occasione dei pochi, ma lodevoli, eventi organizzati dalle associazioni locali.
domenica 28 agosto 2011
In aumento la popolazione di Patti
E’ cresciuta la popolazione residente nella città di Patti. Complessivamente al primo gennaio 2011 risultano residenti nel centro nebroideo 13611 persone a fronte dei 13456 del 2010. Nello specifico 6555 (+61 rispetto allo scorso anno) sono uomini, mentre le donne sono 7056 (+64). Lo si evince dai primi dati Istat diffusi in merito al bilancio demografico e alla popolazione residente. Si tratta delle prime statistiche annuali che saranno poi completate nel dettaglio nei prossimi mesi con l’analisi, nello specifico, della popolazione residente.
Analizzando i dati Istat emerge che nel 2010 sono nati 123 bambini (61 maschi e 62 femmine) con un lieve aumento rispetto al 2010 quando le nascite furono 118. I decessi, invece, sono stati 135 (74 uomini e 61 donne) contro i 157 dello scorso anno. Nel corso del 2010 hanno preso la residenza a Patti 272 cittadini italiani (130 maschi e 142 femmine) provenienti da altri comuni, mentre 88 (45 uomini e 43 donne) sono i cittadini stranieri che hanno iscritto la propria residenza a Patti. Sono, invece, 196 (103 maschi e 93 femmine) le persone che per vari motivi, hanno spostato la loro residenza in un altro comune.
Le famiglie residenti nel centro nebroideo sono 5608 con una popolazione media di 2,42 persone a nucleo familiare. Nel 2010 i nuclei familiari erano 5500 con un numero medio di componenti per famiglia di 2,44.
Patti, il codice della strada è un optional
Il rispetto del codice della strada a Patti sembra essere un optional. Ci sono, infatti, diverse infrazioni che, puntualmente, vengono commesse dagli automobilisti pattesi. Abbiamo più volte segnalato, nel corso degli anni, diverse problematiche che rimangono tutt’oggi irrisolte. Da un lato si registra la sosta selvaggia, dall’altro il mancato rispetto della segnaletica stradale.
In particolare è l’inciviltà degli automobilisti che abbandonano le proprie autovetture nei posti più disparati e senza rispetto per gli altri a procurare i maggiori disagi. Sono diversi i casi in cui le automobili vengono parcheggiate in zone di divieto e, anche, in luoghi dove arrecano pericolo.
È il caso della parte iniziale, lato est, della via Cristoforo Colombo a Marina di Patti. Un tratto di strada dove le autovetture in sosta ostruiscono la visibilità in prossimità di un incrocio molto frequentato essendo la via obbligatoria per raggiungere Patti dopo aver percorso il lungomare Zuccarello. Il divieto di sosta, disposto alcuni anni fa proprio per la pericolosità di quel tratto di strada, non viene rispettato. Sono rare le volte in cui pattuglie dei vigili urbani stazionano nella zona per far rispettare le regole. Ma appare assurdo che si debba far stazionare quotidianamente la polizia municipale per garantire la sicurezza stradale. Eppure questa sembra l’unica soluzione. Anche perché, in questo periodo, con l’aumento del flusso veicolare, la sosta selvaggia in questo tratto di strada crea ingorghi, caos e spesso si registrano condizioni di pericolo per la sicurezza degli automobilisti.
La stessa problematica si registra in via Letterio D’Amico dove sembra regnare l’anarchia e dove non vi sono controlli. Un piccolo pezzo di città, nel cuore di Patti, dove il rispetto per le regole sembra essere stato dimenticato. Identica situazione si registra in Via Orti, all’altezza di Piazza Adelasia, dove, nonostante vi sia un ampio parcheggio, gli automobilisti preferiscono sostare lungo la carreggiata creando non pochi problemi alla circolazione. Ma l’elenco delle infrazioni al codice della strada commesse a Patti è ancora lungo. Ad esempio all’incrocio tra la via Fiume e la Via Garibaldi sono davvero in pochi a rispettare il divieto di svolta a sinistra. Le autovetture che provengono da Largo Jan Palach, infatti, hanno l’obbligo di proseguire verso Via Kennedy. Sono, purtroppo, in tanti gli automobilisti che, invece, svoltano a sinistra verso Via Garibaldi con grave pericolo per le autovetture che sopraggiungono da Ponte Provvidenza.
Al semaforo di Ponte Provvidenza si verifica anche un’altra infrazione pericolosa. Infatti le autovetture provenienti da Via Kennedy non rispettano il rosso continuando a percorrere l’incrocio una volta scattato il segnale di arresto. Questo provoca problemi alle vetture provenienti dalla nuova circonvallazione che, nonostante il verde, devono attendere il passaggio dei mezzi che violano il codice della strada.
Questi sono solo alcuni dei casi di evidente violazione delle regole di circolazione che si ripetono costantemente sul territorio pattese. Sarebbero opportuni maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine al fine di far garantire il rispetto delle regole e assicurare una maggiore sicurezza sulla strada agli automobilisti che il codice lo rispettano.
In particolare è l’inciviltà degli automobilisti che abbandonano le proprie autovetture nei posti più disparati e senza rispetto per gli altri a procurare i maggiori disagi. Sono diversi i casi in cui le automobili vengono parcheggiate in zone di divieto e, anche, in luoghi dove arrecano pericolo.
È il caso della parte iniziale, lato est, della via Cristoforo Colombo a Marina di Patti. Un tratto di strada dove le autovetture in sosta ostruiscono la visibilità in prossimità di un incrocio molto frequentato essendo la via obbligatoria per raggiungere Patti dopo aver percorso il lungomare Zuccarello. Il divieto di sosta, disposto alcuni anni fa proprio per la pericolosità di quel tratto di strada, non viene rispettato. Sono rare le volte in cui pattuglie dei vigili urbani stazionano nella zona per far rispettare le regole. Ma appare assurdo che si debba far stazionare quotidianamente la polizia municipale per garantire la sicurezza stradale. Eppure questa sembra l’unica soluzione. Anche perché, in questo periodo, con l’aumento del flusso veicolare, la sosta selvaggia in questo tratto di strada crea ingorghi, caos e spesso si registrano condizioni di pericolo per la sicurezza degli automobilisti.
La stessa problematica si registra in via Letterio D’Amico dove sembra regnare l’anarchia e dove non vi sono controlli. Un piccolo pezzo di città, nel cuore di Patti, dove il rispetto per le regole sembra essere stato dimenticato. Identica situazione si registra in Via Orti, all’altezza di Piazza Adelasia, dove, nonostante vi sia un ampio parcheggio, gli automobilisti preferiscono sostare lungo la carreggiata creando non pochi problemi alla circolazione. Ma l’elenco delle infrazioni al codice della strada commesse a Patti è ancora lungo. Ad esempio all’incrocio tra la via Fiume e la Via Garibaldi sono davvero in pochi a rispettare il divieto di svolta a sinistra. Le autovetture che provengono da Largo Jan Palach, infatti, hanno l’obbligo di proseguire verso Via Kennedy. Sono, purtroppo, in tanti gli automobilisti che, invece, svoltano a sinistra verso Via Garibaldi con grave pericolo per le autovetture che sopraggiungono da Ponte Provvidenza.
Al semaforo di Ponte Provvidenza si verifica anche un’altra infrazione pericolosa. Infatti le autovetture provenienti da Via Kennedy non rispettano il rosso continuando a percorrere l’incrocio una volta scattato il segnale di arresto. Questo provoca problemi alle vetture provenienti dalla nuova circonvallazione che, nonostante il verde, devono attendere il passaggio dei mezzi che violano il codice della strada.
Questi sono solo alcuni dei casi di evidente violazione delle regole di circolazione che si ripetono costantemente sul territorio pattese. Sarebbero opportuni maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine al fine di far garantire il rispetto delle regole e assicurare una maggiore sicurezza sulla strada agli automobilisti che il codice lo rispettano.
Milazzo, carabinieri ed esercito controllano il territorio
La scorsa notte, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo, in collaborazione con i militari del 24° Reggimento Artiglieria Terrestre “Peloritani” di Messina, sono stati impegnati in un’attività di controllo del territorio finalizzata, nello specifico, a garantire la sicurezza lungo le strade della Città del Capo.
Le pattuglie miste Carabinieri- Esercito hanno operato attuando diversi servizi per la prevenzione dei reati contro il patrimonio e la persona e per il contrasto degli illeciti amministrativi inerenti le violazioni al Codice della Strada.
Nel corso del servizio, in particolare, i Carabinieri hanno intimato l’ALT ad un automobilista di 38 anni romano, il quale, sin dalle prime battute, aveva mostrato un particolare stato di alterazione psicofisica. Nella circostanza, sottoposto al test con l’etilometro, il 38enne veniva riscontrato con un tasso alcolemico superiore a quello previsto dalla vigente normativa, fissato in 0,8 g/l (parametro soglia da cui scatta la denuncia penale). Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno ritirato il titolo di guida in possesso del 38enne che è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.
In proposito va ricordato che gli automobilisti ai quali viene riscontrato un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l, ma inferiore a 0,8 g/l, vengono sanzionati con una ammenda da 500,00 euro a 2.000,00 euro.
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Galati Mamertino: aggredisce i carabinieri, 20enne ai domiciliari
I Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata di Militello hanno intensificato negli ultimi giorni i servizi di prevenzione dei reati, incrementando nel territorio del comprensorio nebroideo con ulteriori pattuglie l’attività di controllo al fine di garantire sicurezza per cittadini e turisti presenti in quell’area.
In tale contesto, si inquadra la particolare attività di prevenzione che i Carabinieri della Stazione di Galati Mamertino hanno operato nel territorio di competenza e che ha consentito di trarre in arresto, all’alba di ieri mattina, un giovane, già noto alle Forze dell’Ordine, responsabile di resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.
Il 20enne tortoriciano è stato fermato dai Carabinieri di una pattuglia della Stazione di Galati Mamertino, i quali stavano effettuando un servizio di prevenzione nella centralissima piazza del paese dove si erano appena concluse le festività del Santo Patrono.
A finire in manette, Sebastiano Miraglia, 20 anni, di Tortorici che, nel corso di un controllo di polizia effettuato dai militari dell’arma che erano intervenuti a seguito di un diverbio sorto per futili motivi tra il prevenuto ed un altro giovane, alla richiesta di esibire i propri documenti, senza alcuna motivazione andava in escandescenza aggredendo violentemente i Carabinieri, ma venendo però prontamente bloccato.
Stante la flagranza di reato, Miraglia veniva tratto in arresto per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, nonché denunciato in stato di libertà per lesioni personali.
Dopo le formalità di rito, il giovane è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio.
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sabato 27 agosto 2011
Presunto ordigno trovato a largo della costa di Patti. Ma forse è solo un boiler
Un ordigno bellico o un semplice boiler di un’imbarcazione? E’ questo l’enigma a cui gli artificieri della marina militare dovranno dare una risposta. L’oggetto misterioso è stato rinvenuto, giovedì scorso, da un sub pattese nello specchio di mare antistante la spiaggia di Valle di Tindari a circa 30 metri dalla battigia ad una profondità di 4 metri.
La capitaneria di porto di Milazzo ha avviato tutto l’iter necessario per poter verificare la natura dell’oggetto misterioso. Da una prima ricognizione fotografica sembrerebbe si tratti di uno scalda acqua abbandonato da qualcuno, dato che spesso nella zona si ancorano imbarcazioni per raggiungere la suggestiva spiaggia di Valle di Tindari accessibile solo via mare.
Domani mattina sarà effettuato un confronto fotografico più approfondito per poi procedere al recupero della presunta bomba che, comunque, si trova in una posizione non facilmente accessibile, nascosta sotto uno scoglio. Solo dopo che gli uomini del nucleo S.D.A.I. (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare Italiana procederanno al recupero dell’oggetto si potrà verificare con esattezza la sua natura. Nel caso in cui dovesse trattarsi di un ordigno bellico, o più probabilmente di una mina, contestualmente si procederà alla bonifica dell’area. Dallo studio fotografico della zona non sarebbero presenti altri oggetti simili.
Nelle more di poter procedere alle verifiche necessarie la Capitaneria di Porto di Milazzo ha interdetto la zona alla balneazione, al transito, alla sosta e all’ancoraggio di qualsiasi unità navale nonché la pesca anche subacquea, le immersioni in apnea o con bombole, il posizionamento di attrezzi da pesca e non ed ogni altra attività marittima che comporti la presenza di persone o cose non autorizzate, per un raggio di 100 metri dal luogo del ritrovamento.
Un episodio simile si era già verificato nei giorni scorsi quando un sub aveva segnalato la presenza di un altro presunto ordigno bellico. I successivi controlli effettuati dagli artificieri della marina militare hanno, invece, escluso tale eventualità. Si trattava, infatti, di un albero di trasmissione meccanico.
venerdì 26 agosto 2011
Ospedale di Patti, il sindaco Aquino chiede maggiore attenzione
Dopo l’arrivo di cinque nuovi anestesisti che consentirà la riapertura quotidiana di due sale operatorie presso l’ospedale “Barone Romeo” di Patti il sindaco Mauro Aquino esprime il suo ottimismo per il futuro del nosocomio pattese. “Si va nella direzione giusta – ha detto il primo cittadino – ma sicuramente c’è ancora molto da fare. Per questo ho intenzione di incontrare a breve sia il direttore sanitario del presidio ospedaliero che il direttore generale dell’Asp. L’attenzione deve essere posta principalmente sul nuovo pronto soccorso e sull’elipista. In queste settimane, a causa del notevole afflusso di persone, si sono registrati degli inconvenienti con attese che obiettivamente sono eccessive”.
Aquino pone l’accento anche sul problema della carenza di personale sia medico che infermieristico nell’intera struttura sanitaria. “La questione è cronica, ma so che si sta cercando di provvedere per risolverlo. Si pone un’altra questione ben più importante che è quella del riconoscimento del ruolo che il “Barone Romeo” deve ricoprire. Il nosocomio pattese è all’avanguardia per strutture, apparecchiature e per la presenza di medici di primo livello. Inoltre serve un bacino di utenza molto vasto e per questo va posta molta attenzione. Tutte le eccellenze presenti, dalla chirurgia vascolare alla chirurgia generale, dall’ostetricia all’utin, dall’ortopedia all’utic devono essere messe in grado di operare nel miglior modo possibile. Per questo è doveroso dotarli del personale necessario e delle apparecchiature idonee. A tal fine ho già avviato dei contatti con la direzione generale che sono convinto darà i frutti sperati”.
Intanto dopo le segnalazioni fatte i primi risultati sono arrivati. Il pronto soccorso è stato dotato di maggiore personale anche se attualmente si tratta di una soluzione tampone con l’impiego di infermieri spostati da altri reparti e le sale operatorie hanno ripreso a funzionare. Adesso l’attenzione è posta sugli ambulatori di chirurgia generale che rischiamo la chiusura per mancanza di infermieri. Infatti i quattro servizi per pazienti esterni di senologia, endoscopia, proctologia e chirurgia potrebbero essere sospesi a tempo indeterminato a causa dell’assenza di personale infermieristico presso la divisione di chirurgia generale. La nuova pianta organica prevede la presenza di sedici infermieri dopo l’accorpamento logistico con l’ortopedia. Il numero di infermieri è appena sufficiente a garantire la copertura delle esigenze dei due reparti. Per questo è già stata sospesa l’attività ambulatoriale per esterni che potrebbe non essere più riattivata se non sarà integrata la dotazione organica del personale infermieristico. E si tratterebbe di un grave danno per gli utenti che verrebbero privati di importanti servizi.
Inoltre maggiore attenzione andrebbe prestata anche per quanto riguarda le apparecchiature in dotazione nelle divisioni ospedaliere. Ad esempio è rimasto guasto per alcuni giorni l’ecocolordoppler in uso presso il reparto di chirurgia vascolare con gravi disagi per l’utenza sia interna che esterna del “Barone Romeo”. Infatti l’attività diagnostica è rimasta bloccata in attesa della sistemazione dell’apparecchiatura medica.
Aquino pone l’accento anche sul problema della carenza di personale sia medico che infermieristico nell’intera struttura sanitaria. “La questione è cronica, ma so che si sta cercando di provvedere per risolverlo. Si pone un’altra questione ben più importante che è quella del riconoscimento del ruolo che il “Barone Romeo” deve ricoprire. Il nosocomio pattese è all’avanguardia per strutture, apparecchiature e per la presenza di medici di primo livello. Inoltre serve un bacino di utenza molto vasto e per questo va posta molta attenzione. Tutte le eccellenze presenti, dalla chirurgia vascolare alla chirurgia generale, dall’ostetricia all’utin, dall’ortopedia all’utic devono essere messe in grado di operare nel miglior modo possibile. Per questo è doveroso dotarli del personale necessario e delle apparecchiature idonee. A tal fine ho già avviato dei contatti con la direzione generale che sono convinto darà i frutti sperati”.
Intanto dopo le segnalazioni fatte i primi risultati sono arrivati. Il pronto soccorso è stato dotato di maggiore personale anche se attualmente si tratta di una soluzione tampone con l’impiego di infermieri spostati da altri reparti e le sale operatorie hanno ripreso a funzionare. Adesso l’attenzione è posta sugli ambulatori di chirurgia generale che rischiamo la chiusura per mancanza di infermieri. Infatti i quattro servizi per pazienti esterni di senologia, endoscopia, proctologia e chirurgia potrebbero essere sospesi a tempo indeterminato a causa dell’assenza di personale infermieristico presso la divisione di chirurgia generale. La nuova pianta organica prevede la presenza di sedici infermieri dopo l’accorpamento logistico con l’ortopedia. Il numero di infermieri è appena sufficiente a garantire la copertura delle esigenze dei due reparti. Per questo è già stata sospesa l’attività ambulatoriale per esterni che potrebbe non essere più riattivata se non sarà integrata la dotazione organica del personale infermieristico. E si tratterebbe di un grave danno per gli utenti che verrebbero privati di importanti servizi.
Inoltre maggiore attenzione andrebbe prestata anche per quanto riguarda le apparecchiature in dotazione nelle divisioni ospedaliere. Ad esempio è rimasto guasto per alcuni giorni l’ecocolordoppler in uso presso il reparto di chirurgia vascolare con gravi disagi per l’utenza sia interna che esterna del “Barone Romeo”. Infatti l’attività diagnostica è rimasta bloccata in attesa della sistemazione dell’apparecchiatura medica.
giovedì 25 agosto 2011
Ospedale di Patti, primi provvedimenti per il pronto soccorso
Sono stati presi dalla direzione sanitaria dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti i primi provvedimenti per risolvere il problema della carenza di personale al pronto soccorso del nosocomio pattese. Tre infermieri sono stati destinati per la copertura dei turni spostati da altri reparti. Si tratta di una soluzione tampone in attesa che l’Asp di Messina autorizzi l’assunzione del personale mancante per coprire la pianta organica. C’è però da evidenziare che proprio tre infermieri saranno trasferiti presso il pronto soccorso dai reparti di chirurgia generale e ortopedia recentemente accorpati. Infatti dopo l’unificazione logistica delle due divisioni al fine di utilizzare il personale infermieristico in comune, secondo quanto previsto dall’ultimo piano di rimodulazione in pianta organica, per coprire le esigenze dei due reparti, sono state assegnate 16 infermieri. Le tre unità in esubero, quindi, potranno essere dislocate presso il pronto soccorso dove, comunque, ne mancherebbero ancora due per coprire il fabbisogno.
Questo spostamento interno non risolve il problema, ma accentua le difficoltà in cui si trova l’ospedale pattese. Infatti l’adeguamento a quanto previsto dal nuovo piano sanitario per il “Barone Romeo”, nello specifico per le divisioni di ortopedia e chirurgia generale, porterà alla chiusura degli ambulatori per i pazienti esterni in quanto i sedici infermieri previsti in pianta organica non sono sufficienti a garantire il servizio. Un altro duro colpo per la struttura sanitaria pattese e per gli utenti che da alcuni mesi sono stati già privati del day hospital di geriatria.
Alle brutte notizie, fortunatamente, si affiancano anche quelle positive. Hanno, infatti, preso servizio nei giorni scorsi cinque nuovi medici anestesisti. Si tratta di neo specializzati che, però, non potranno coprire il fabbisogno dell’ospedale pattese in quanto non possono operare senza un tutor. Essendo, infatti, neo specializzati, necessitano, per legge, di un periodo di training prima di diventare autonomi. Questa situazione, se da un lato non risolve completamente il problema, almeno in parte ne allevia i disagi. Infatti dalla prossima settimana saranno riaperte due sale operatorie che funzioneranno giornalmente consentendo ai medici di tornare ad effettuare gli interventi programmati e non limitarsi solo alle urgenze.
Questo spostamento interno non risolve il problema, ma accentua le difficoltà in cui si trova l’ospedale pattese. Infatti l’adeguamento a quanto previsto dal nuovo piano sanitario per il “Barone Romeo”, nello specifico per le divisioni di ortopedia e chirurgia generale, porterà alla chiusura degli ambulatori per i pazienti esterni in quanto i sedici infermieri previsti in pianta organica non sono sufficienti a garantire il servizio. Un altro duro colpo per la struttura sanitaria pattese e per gli utenti che da alcuni mesi sono stati già privati del day hospital di geriatria.
Alle brutte notizie, fortunatamente, si affiancano anche quelle positive. Hanno, infatti, preso servizio nei giorni scorsi cinque nuovi medici anestesisti. Si tratta di neo specializzati che, però, non potranno coprire il fabbisogno dell’ospedale pattese in quanto non possono operare senza un tutor. Essendo, infatti, neo specializzati, necessitano, per legge, di un periodo di training prima di diventare autonomi. Questa situazione, se da un lato non risolve completamente il problema, almeno in parte ne allevia i disagi. Infatti dalla prossima settimana saranno riaperte due sale operatorie che funzioneranno giornalmente consentendo ai medici di tornare ad effettuare gli interventi programmati e non limitarsi solo alle urgenze.
mercoledì 24 agosto 2011
Patti, emergenza idrica?
Il problema della mancanza di acqua in alcune zone della città di Patti è al centro di un’interrogazione presentata al sindaco mauro Aquino dai consiglieri di opposizione dei gruppi Patti Futura e Luigi Gullo Sindaco.
Gli esponenti dell’opposizione puntano il dito contro l’amministrazione che, affermano i consiglieri comunali, non ha posto la dovuta attenzione al problema.
“Dopo le nostre segnalazioni – hanno scritto gli esponenti dei due gruppi politici – si è provveduto a mettere in atto le prime iniziative per cercare di risolvere il problema. A tal proposito – si legge in una nota stampa - i responsabili del settore acquedotto hanno ritenuto opportuno, al fine di risolvere in tempi celeri la problematica, di richiamare a collaborare alcuni ex dipendenti. Riteniamo, che, questa iniziativa doveva essere richiesta per tempo, al fine di evitare l’attuale emergenza”.
I consiglieri comunali di opposizione accusano l’amministrazione Aquino di non aver dato risposte celeri agli abitanti del Centro Storico rispetto al fabbisogno d’acqua, per la mancanza di un mezzo di dimensioni adeguate. “Considerato che il comune è in possesso di apposite cisterne idonee ad entrare nelle vie più piccole” i consiglieri di Patti Futura e luigi Gullo Sindaco chiedono al primo cittadino di conoscere “per quali motivi tali mezzi non sono stati messi a disposizione del personale dell’acquedotto”
Sulla questione interviene l’assessore comunale Gioacchino Pipitò. “I guasti nella rete idrica ci sono sempre stati. Prima il comune aveva in organico tre fontanieri che però sono andati in pensione. Stiamo provvedendo nel miglior modo possibile a tamponare i guasti che continuamente si presentano in un acquedotto che letteralmente da acqua da tutte le parti. Abbiamo trovato – ha affermato l’assessore Pipitò - anche guasti esistenti da tempo che non sono stati mai aggiustati e che adesso, invece, si sta lavorando per risolverli. Ma la rete idrica nel complesso è fatiscente. Anche per questo è intenzione dell’amministrazione comunale predisporre un nuovo progetto che consenta anche di risparmiare e soprattutto di evitare una spesa assurda come quella dell’energia elettrica che costa ai contribuenti 500mila euro l’anno”.
Gli esponenti dell’opposizione puntano il dito contro l’amministrazione che, affermano i consiglieri comunali, non ha posto la dovuta attenzione al problema.
“Dopo le nostre segnalazioni – hanno scritto gli esponenti dei due gruppi politici – si è provveduto a mettere in atto le prime iniziative per cercare di risolvere il problema. A tal proposito – si legge in una nota stampa - i responsabili del settore acquedotto hanno ritenuto opportuno, al fine di risolvere in tempi celeri la problematica, di richiamare a collaborare alcuni ex dipendenti. Riteniamo, che, questa iniziativa doveva essere richiesta per tempo, al fine di evitare l’attuale emergenza”.
I consiglieri comunali di opposizione accusano l’amministrazione Aquino di non aver dato risposte celeri agli abitanti del Centro Storico rispetto al fabbisogno d’acqua, per la mancanza di un mezzo di dimensioni adeguate. “Considerato che il comune è in possesso di apposite cisterne idonee ad entrare nelle vie più piccole” i consiglieri di Patti Futura e luigi Gullo Sindaco chiedono al primo cittadino di conoscere “per quali motivi tali mezzi non sono stati messi a disposizione del personale dell’acquedotto”
Sulla questione interviene l’assessore comunale Gioacchino Pipitò. “I guasti nella rete idrica ci sono sempre stati. Prima il comune aveva in organico tre fontanieri che però sono andati in pensione. Stiamo provvedendo nel miglior modo possibile a tamponare i guasti che continuamente si presentano in un acquedotto che letteralmente da acqua da tutte le parti. Abbiamo trovato – ha affermato l’assessore Pipitò - anche guasti esistenti da tempo che non sono stati mai aggiustati e che adesso, invece, si sta lavorando per risolverli. Ma la rete idrica nel complesso è fatiscente. Anche per questo è intenzione dell’amministrazione comunale predisporre un nuovo progetto che consenta anche di risparmiare e soprattutto di evitare una spesa assurda come quella dell’energia elettrica che costa ai contribuenti 500mila euro l’anno”.
Patti, simposio di scultura tra polemiche e polvere
Si è svolto a Patti tra le polemiche e la polvere il primo simposio di scultura “Città di Patti”. L’evento ha visto la partecipazione di quattro artisti italiani che, per tre giorni, hanno lavorato dei blocchi di pietra dando forma al loro talento. Ospiti della manifestazione sono stati i maestri Milo Floramo di San Piero Patti, Noemi Ballachino di San Cataldo, Alessio Cerrasa di Carrara e Silvia Zara di Terni
Gli artisti nell’area sotto la pineta antistante il pontile sul lungomare Zuccarello prima e nell’area del pontile dopo, hanno lavorato dei blocchi di pietra arenaria, permettendo alle persone di seguire la progressiva evoluzione delle creazioni nonché la comprensione delle tecniche di lavoro utilizzate e le scelte artistiche effettuate.
Le sculture create durante il simposio saranno donate alla città di Patti nell’augurio che vengano adeguatamente valorizzate.
La pregevole iniziativa è stata però macchiata dalle proteste di alcuni cittadini che si sono lamentati per l’eccessiva polvere provocata dai maestri scultori mentre lavoravano la pietra e che ha costretto gli organizzatori a dover spostare il luogo dell’evento per evitare fastidi e denunce. Un episodio che ancora una volta ha fatto perdere a Patti un’occasione buona per intraprendere la strada della cultura. Un evento che poteva e doveva rappresentare uno slancio culturale e di immagine si è trasformato nell’ennesima occasione per creare polemica. Molta amarezza negli organizzatori che hanno espresso anche dei dubbi sulla possibilità di ripetere la manifestazione. Un vero peccato se ciò dovesse verificarsi perché appuntamenti del genere sono occasione di crescita per tutti. Rappresentano momenti per assaporare l’arte e vivere il proprio territorio in armonia e serenità. Ma a Patti si sa, la polemica è il sale quotidiano.
lunedì 22 agosto 2011
Goran Bregovic re di Tindari
Grande festa a Tindari. Il teatro greco trasformato in una mega discoteca. Quasi tremila persone hanno ballato al ritmo della musica di Goran Bregovic. Uno spettacolo mai visto nel suggestivo scenario tindaritano reso ancora più magico dallo show del compositore serbo.
Una festa macchiata dalle polemiche per la scelta dell’organizzazione di posizionare nella platea le sedie per le autorità. Al numeroso pubblico giunto a Tindari per assistere al concerto gratuito organizzato dal Circuito del Mito non è andata giù la presenza di posti più o meno riservati. Ma funziona da sempre così e continuerà ad esistere il sistema dei posti riservati. Non è colpa dell’organizzazione, ma è colpa di un modo di intendere lo spettacolo. Non è un problema solo di Patti, ma è di tutto il mondo. Ciò che però può essere criticabile è la scelta di prevedere in platea i posti a sedere. Un concerto di Goran Bregovic con le sedie appare un’antitesi al solo pensiero. Ma il protocollo di uno spettacolo al teatro greco impone questo modus operandi. Ma la musica di Bregovic, che affonda le sue radici nella tradizione balcanica senza rinunciare a influenze rock e classiche, è una musica fatta per ballare. Così a Tindari molte persone, di tutte le età, hanno forzato le barriere e dalla cavea si sono riversate nell’orchestra davanti al palco posizionato nella scena del teatro. Ed hanno ballato al ritmo della musica di Bregovic e della Wedding and Funeral Band. Il live del compositore serbo ha preso la strada inevitabile e giusta della festa. Perché lui non suona in modo normale. Non propone un sound che racconta solo la sua terra o semplicemente vuole trasmettere emozioni. La musica di Bregovic nasce per unire le masse e per essere percepita dall’individuo attraverso il corpo che si muove al ritmo frenetico delle note gitane.
Il compositore serbo regala una musica che nasconde dentro di sé messaggi subliminali che possono essere letti da tutti ed ognuno può darne il suo senso. Va oltre i luoghi e il sistema di una società che impone delle etichette. E’ il suo ritmo, che quasi in maniera rivoluzionaria, vuole abbattere quelle barriere invisibili che inevitabilmente esistono nel mondo moderno, ma che, forse, ci sono sempre state. E così la folla che ha invaso il teatro greco ballando sotto il palco instancabilmente per quasi due ore non è altro che l’essenza della musica di Bregovic. Perché il suo sound, in un modo o nell’altro, fa sempre la differenza.
Ed anche il compositore serbo ha apprezzato molto quella folla di gente riversatasi sotto il palco a ballare. Ha dato una sferzata anche allo show che inizialmente era molto legato e formale. La scommessa vinta da Bregovic è quella di smantellare tutte le barriere semplicemente suonando e lasciando in chi lo ha ascoltato e vissuto qualcosa che diverte ma che allo stesso tempo porta lontano, in un posto altro magico e fatato. Accade, quindi, che ascoltare Bregovic non sia mai un’antitesi come quelle sedie posizionate in platea. Non importa se lo conosci o non hai mai ascoltato la sua musica. Non è fondamentale se tu sia li seduto in quelle sedie e, insieme agli altri, dopo un po’ ti ritrovi a ballare e non te lo aspettavi. Non importa se il tuo corpo prende vita al ritmo di quella irresistibile musica e sei a Tindari, al teatro antico. Ciò che conta è che in mezzo a molte altre persone, in un luogo non fatto per essere una pista da ballo, magico di per sé, e reso ancora più fatato, ti ritrovi a ballare e non sai perché.
Quello che è successo a Tindari, ma soprattutto quello che non è accaduto, perché fortunatamente non si sono registrati incidenti, deve comunque far riflettere sull’opportunità di organizzare eventi del genere in un luogo come il teatro greco di Tindari. Perché tutto è andato bene ed oggi si racconta una festa che non ha nessun precedente nello scenario tindaritano. Ma il notevole afflusso di persone, molto maggiore rispetto a quello che il teatro può contenere, sarebbe anche potuto essere causa di qualche incidente. Allora oggi si sarebbe parlato in altri termini del live di Bregovic.
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sabato 20 agosto 2011
I Tinturia conquistano Patti
Uno spettacolo nello spettacolo. Ha riscosso grande successo il concerto dei Tinturia che hanno chiuso la cinquantacinquesima edizione di “Arte a Tindari”. L’evento è riuscito sotto tutti i punti di vista. Sia per l’organizzazione della viabilità, sia per l’afflusso di gente, sia per la bravura della band siciliana.
I Tinturia capitanati dallo “showman” Lello Analfino hanno fatto ballare e divertire per quasi due ore le migliaia di persone, non solo giovani, giunti a Patti da tutta la Sicilia. Il gruppo agrigentino ha ripercorso la sua carriera proponendo una scaletta studiata anche per lanciare dei messaggi sociali rilevanti tutti in nome dell’amata Sicilia.
Da vero intrattenitore il leader Lello Analfino ha sfruttato le sue doti e la sua simpatia per interagire con il pubblico lanciando, fra un pezzo e l’altro, tanti importanti messaggi subliminali. Al centro di tutto il rispetto per la propria terra e la necessità di lottare per un futuro migliore. Un concerto sociale dove alla musica si sono intrecciati inviti per la riscoperta di valori ormai persi. Il frontman del gruppo ha affrontato tematiche di grande attualità dal precariato all’ecologia, dagli sbarchi a Lampedusa alla mafia.
Dal brano d’apertura “92100” a quello di chiusura la “Donna riccia”, tutti i presenti hanno cantato e ballato al ritmo unico ed inimitabile dei Tinturia.
Il gran finale propone l’ultimo ed importante messaggio. No all’uso di alcool e di droghe, ma solo musica perchè anche per stasera “tutti sani a casa ca a mamma ni vasa”.
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