lunedì 22 agosto 2011

Goran Bregovic re di Tindari


Grande festa a Tindari. Il teatro greco trasformato in una mega discoteca. Quasi tremila persone hanno ballato al ritmo della musica di Goran Bregovic. Uno spettacolo mai visto nel suggestivo scenario tindaritano reso ancora più magico dallo show del compositore serbo.
Una festa macchiata dalle polemiche per la scelta dell’organizzazione di posizionare nella platea le sedie per le autorità. Al numeroso pubblico giunto a Tindari per assistere al concerto gratuito organizzato dal Circuito del Mito non è andata giù la presenza di posti più o meno riservati. Ma funziona da sempre così e continuerà ad esistere il sistema dei posti riservati. Non è colpa dell’organizzazione, ma è colpa di un modo di intendere lo spettacolo. Non è un problema solo di Patti, ma è di tutto il mondo. Ciò che però può essere criticabile è la scelta di prevedere in platea i posti a sedere. Un concerto di Goran Bregovic con le sedie appare un’antitesi al solo pensiero. Ma il protocollo di uno spettacolo al teatro greco impone questo modus operandi. Ma la musica di Bregovic, che affonda le sue radici nella tradizione balcanica senza rinunciare a influenze rock e classiche, è una musica fatta per ballare. Così a Tindari molte persone, di tutte le età, hanno forzato le barriere e dalla cavea si sono riversate nell’orchestra davanti al palco posizionato nella scena del teatro. Ed hanno ballato al ritmo della musica di Bregovic e della Wedding and Funeral Band. Il live del compositore serbo ha preso la strada inevitabile e giusta della festa. Perché lui non suona in modo normale. Non propone un sound che racconta solo la sua terra o semplicemente vuole trasmettere emozioni. La musica di Bregovic nasce per unire le masse e per essere percepita dall’individuo attraverso il corpo che si muove al ritmo frenetico delle note gitane.
Il compositore serbo regala una musica che nasconde dentro di sé messaggi subliminali che possono essere letti da tutti ed ognuno può darne il suo senso. Va oltre i luoghi e il sistema di una società che impone delle etichette. E’ il suo ritmo, che quasi in maniera rivoluzionaria, vuole abbattere quelle barriere invisibili che inevitabilmente esistono nel mondo moderno, ma che, forse, ci sono sempre state. E così la folla che ha invaso il teatro greco ballando sotto il palco instancabilmente per quasi due ore non è altro che l’essenza della musica di Bregovic. Perché il suo sound, in un modo o nell’altro, fa sempre la differenza.
Ed anche il compositore serbo ha apprezzato molto quella folla di gente riversatasi sotto il palco a ballare. Ha dato una sferzata anche allo show che inizialmente era molto legato e formale. La scommessa vinta da Bregovic è quella di smantellare tutte le barriere semplicemente suonando e lasciando in chi lo ha ascoltato e vissuto qualcosa che diverte ma che allo stesso tempo porta lontano, in un posto altro magico e fatato. Accade, quindi, che ascoltare Bregovic non sia mai un’antitesi come quelle sedie posizionate in platea. Non importa se lo conosci o non hai mai ascoltato la sua musica. Non è fondamentale se tu sia li seduto in quelle sedie e, insieme agli altri, dopo un po’ ti ritrovi a ballare e non te lo aspettavi. Non importa se il tuo corpo prende vita al ritmo di quella irresistibile musica e sei a Tindari, al teatro antico. Ciò che conta è che in mezzo a molte altre persone, in un luogo non fatto per essere una pista da ballo, magico di per sé, e reso ancora più fatato, ti ritrovi a ballare e non sai perché.
Quello che è successo a Tindari, ma soprattutto quello che non è accaduto, perché fortunatamente non si sono registrati incidenti, deve comunque far riflettere sull’opportunità di organizzare eventi del genere in un luogo come il teatro greco di Tindari. Perché tutto è andato bene ed oggi si racconta una festa che non ha nessun precedente nello scenario tindaritano. Ma il notevole afflusso di persone, molto maggiore rispetto a quello che il teatro può contenere, sarebbe anche potuto essere causa di qualche incidente. Allora oggi si sarebbe parlato in altri termini del live di Bregovic.

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