Uno spettacolo nello spettacolo. Ha riscosso grande successo il concerto dei Tinturia che hanno chiuso la cinquantacinquesima edizione di “Arte a Tindari”. L’evento è riuscito sotto tutti i punti di vista. Sia per l’organizzazione della viabilità, sia per l’afflusso di gente, sia per la bravura della band siciliana.
I Tinturia capitanati dallo “showman” Lello Analfino hanno fatto ballare e divertire per quasi due ore le migliaia di persone, non solo giovani, giunti a Patti da tutta la Sicilia. Il gruppo agrigentino ha ripercorso la sua carriera proponendo una scaletta studiata anche per lanciare dei messaggi sociali rilevanti tutti in nome dell’amata Sicilia.
Da vero intrattenitore il leader Lello Analfino ha sfruttato le sue doti e la sua simpatia per interagire con il pubblico lanciando, fra un pezzo e l’altro, tanti importanti messaggi subliminali. Al centro di tutto il rispetto per la propria terra e la necessità di lottare per un futuro migliore. Un concerto sociale dove alla musica si sono intrecciati inviti per la riscoperta di valori ormai persi. Il frontman del gruppo ha affrontato tematiche di grande attualità dal precariato all’ecologia, dagli sbarchi a Lampedusa alla mafia.
Dal brano d’apertura “92100” a quello di chiusura la “Donna riccia”, tutti i presenti hanno cantato e ballato al ritmo unico ed inimitabile dei Tinturia.
Il gran finale propone l’ultimo ed importante messaggio. No all’uso di alcool e di droghe, ma solo musica perchè anche per stasera “tutti sani a casa ca a mamma ni vasa”.
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