Si è svolto a Patti tra le polemiche e la polvere il primo simposio di scultura “Città di Patti”. L’evento ha visto la partecipazione di quattro artisti italiani che, per tre giorni, hanno lavorato dei blocchi di pietra dando forma al loro talento. Ospiti della manifestazione sono stati i maestri Milo Floramo di San Piero Patti, Noemi Ballachino di San Cataldo, Alessio Cerrasa di Carrara e Silvia Zara di Terni
Gli artisti nell’area sotto la pineta antistante il pontile sul lungomare Zuccarello prima e nell’area del pontile dopo, hanno lavorato dei blocchi di pietra arenaria, permettendo alle persone di seguire la progressiva evoluzione delle creazioni nonché la comprensione delle tecniche di lavoro utilizzate e le scelte artistiche effettuate.
Le sculture create durante il simposio saranno donate alla città di Patti nell’augurio che vengano adeguatamente valorizzate.
La pregevole iniziativa è stata però macchiata dalle proteste di alcuni cittadini che si sono lamentati per l’eccessiva polvere provocata dai maestri scultori mentre lavoravano la pietra e che ha costretto gli organizzatori a dover spostare il luogo dell’evento per evitare fastidi e denunce. Un episodio che ancora una volta ha fatto perdere a Patti un’occasione buona per intraprendere la strada della cultura. Un evento che poteva e doveva rappresentare uno slancio culturale e di immagine si è trasformato nell’ennesima occasione per creare polemica. Molta amarezza negli organizzatori che hanno espresso anche dei dubbi sulla possibilità di ripetere la manifestazione. Un vero peccato se ciò dovesse verificarsi perché appuntamenti del genere sono occasione di crescita per tutti. Rappresentano momenti per assaporare l’arte e vivere il proprio territorio in armonia e serenità. Ma a Patti si sa, la polemica è il sale quotidiano.
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